
Casavo è una proptech italiana che opera su mercati e operazioni a forte intensità legale: attività societarie ordinarie e straordinarie, operazioni immobiliari complesse, contenzioso, negoziazioni commerciali, compliance e privacy. Il team legale guidato da Alessandra Cordani è un team in-house che supporta l'azienda e i professionisti esterni, lavorando in modo trasversale su tutte le practice rilevanti per il business. Sono clienti Lexroom da abbastanza tempo da aver visto la piattaforma evolversi insieme alle esigenze del team. Oggi, infatti, lavorano in modo più efficiente e parallelo, con meno tempo speso su attività ripetitive e più attenzione alla gestione simultanea di più pratiche.
Prima dell'adozione AI, il team legale di Casavo aveva un problema strutturale comune a tutti gli in-house: il tempo che si perde in ricerca giurisprudenziale, raccolta di precedenti e prima strutturazione delle richieste è tempo sottratto al ragionamento strategico, all'analisi critica, alla negoziazione.
La ricerca era dispersiva: ore di lavoro andavano in raccolta di materiale prima ancora di poter ragionare sul merito. Per un team che deve rispondere al business con velocità tech (operazioni di M&A da chiudere, contratti da revisionare, contenziosi da gestire in parallelo) questa dispersione era il vero limite. Serviva un modo per spostare il baricentro del lavoro dal raccogliere al pensare.
Il team usa Lexroom su quattro aree principali.
Il primo riguarda la due diligence: Casavo ha recentemente acquisito una società e tutta la fase preliminare è stata gestita internamente, con Lexroom come strumento centrale per ridurre il tempo di analisi documentale e portare in evidenza ciò che contava davvero per la decisione strategica.
Sul contenzioso civile, Lexroom interviene su due livelli: raccolta dei precedenti e prima costruzione argomentativa, poi redazione vera e propria da sottoporre agli avvocati esterni. Alessandra ha sviluppato una pratica precisa: caricare precedenti già validati e dare istruzioni esplicite sul livello di ambizione atteso (ad es. chiedendo sempre atti di almeno 10 pagine), con argomentazione in profondità invece della sintesi che l'AI tende a produrre per natura. Il prompting, in questo use case, è dove sta tutta la differenza.
L'uso più trasformativo è emerso da un esperimento: Alessandra ha sottoposto a Lexroom un atto di citazione chiedendo di analizzarlo come avversario, evidenziando punti deboli e contro-argomentazioni. Un doppio check sistematico che oggi è entrato stabilmente nel workflow su tutti gli atti, evitando che chi legge lo stesso documento più volte perda la prospettiva esterna, e con essa un pezzo fondamentale della valutazione.
Lexroom interviene anche sulla revisione dei contratti commerciali e procurement, dove serve coerenza, velocità e capacità di leggere clausole in volume. Per arrivare a richieste di alta qualità su tutti questi use case, Alessandra ha sviluppato un approccio ibrido al prompting: registra vocalmente la richiesta invece di scriverla, perché parlando il pensiero si completa in modo naturale, poi fa trascrivere la registrazione e strutturare un prompt che porta su Lexroom. Il risultato, dice, ha fatto un salto di qualità enorme.
Sul fronte della fiducia, adottare l'AI su materia giuridica ha richiesto un cambio di mentalità che Alessandra ha trasferito attivamente al team: dai profili junior, che l'hanno abbracciata con entusiasmo, ai senior formati nello studio tradizionale, partiti dalla diffidenza.
"Se ti aspetti che lo strumento serva a validare il fatto che tu sei più bravo dello strumento, è impossibile usarlo in modo costruttivo. Deve essere lavoro di squadra: noi impariamo con lo strumento, e lo strumento impara con noi."
La fiducia operativa nasce da un workflow chiaro: Lexroom produce il frame analitico, raccoglie precedenti e fa il primo livello di analisi critica; il team valida, integra l'esperienza specifica del caso e mantiene il controllo sulla decisione finale. Alessandra ha gestito la transizione interna con un argomento controintuitivo: Lexroom serve a non lavorare troppo, non a lavorare di più.
"Quando un collaboratore mi dice quante ore ci ha messo, gli rispondo: troppe. Perché non hai usato l'AI? Il messaggio è che lo strumento non è solo un bene per l'azienda: è un bene anche per te, ti restituisce respiro."
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