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Jet HR è una scale-up italiana da 300 persone che sviluppa software HR e payroll. Come molte aziende in questa fase di crescita, si trova a gestire molte tematiche diverse in poco tempo: contratti con clienti, questioni privacy, valutazioni su nuove partnership commerciali vengono gestiti da chi in azienda ha le competenze giuste.
Benedetta Gava ha una laurea in giurisprudenza e due anni e mezzo di pratica in uno studio di contenzioso. Oggi è uno dei riferimenti interni su tutte le questioni legali e coordina i consulenti esterni che assistono la società.
Benedetta conosce bene il costo del lavoro legale tradizionale. Durante la pratica in studio, una richiesta del suo titolare l'ha segnata: trovare un precedente giurisprudenziale molto specifico, non un principio generale, ma una pronuncia puntuale su fatti e diritti definiti.
"Ho passato giorni a leggere quei documenti. Alla fine l'ho trovato, non so come. Ma ci sono volute settimane. Lavoravo 12 ore al giorno a leggere sentenze. Quando penso a quel tempo, oggi mi rendo conto che era tempo letteralmente buttato via."
In Jet HR il problema cambia forma ma resta lo stesso: ogni contratto cliente da revisionare, ogni richiesta dal team commerciale su una nuova attività, ogni domanda privacy richiede tempo, che in una realtà come quella di una scale up è una risorsa preziosa. Senza poter coinvolgere avvocati esterni su ogni domanda, serviva uno strumento che alzasse la sua capacità operativa senza compromettere l'affidabilità.
La scelta di Lexroom nasce da un criterio preciso: a differenza dei tool AI generici, risponde basandosi su normativa e giurisprudenza reali. Per chi fa il legale in azienda, questo riduce il rischio più concreto: quello di lavorare su un output che viene presentato come corretto, ma non lo è. Un assistente che sbaglia su un parere privacy o su una clausola contrattuale costa più di quanto fa risparmiare. Lexroom dà a Benedetta la sicurezza di lavorare su materiale verificabile.
Lexroom entra nel lavoro di Benedetta su tre fronti principali.
Il primo è il filtro preliminare. Quando arrivano delle richieste commerciali, dalle preliminari alle più standard (ad esempio, una nuova partnership commerciale), Lexroom restituisce una prima valutazione del rischio: dove sono i campanelli d'allarme, quali aspetti normativi considerare, se serve approfondire. Su questa base Benedetta decide se gestire la questione in autonomia o coinvolgere un avvocato esterno, che resta il riferimento per le richieste complesse o con impatti normativi rilevanti.
Il secondo è la contract review. Quando un cliente chiede modifiche a un contratto, Lexroom identifica tutte le clausole da toccare, suggerisce come modificarle e tiene insieme la coerenza dell'intero documento, riscrivendo con un linguaggio contrattualistico che sarebbe difficile replicare con la stessa velocità lavorando da soli.
Il terzo copre privacy e questioni trasversali. In azienda ci sono circa dieci moduli ricorrenti su cui Lexroom interviene: privacy, contrattualistica, partnership, valutazioni societarie. Per le questioni più delicate, i consulenti esterni restano a supporto.
Prima di affidarsi allo strumento su materia giuridica, Benedetta ha fatto una validazione concreta:
"Ho fatto due test in situazioni in cui avevo già il parere di un avvocato esterno. Ho riprovato la stessa domanda su Lexroom. La sovrapposizione era del 70-80%. Se la fiducia in un avvocato specialista è 10 su 10, in Lexroom la metto a 7-8, semplicemente perché non c'è lo stesso livello di specializzazione esperienziale. Ma per il tipo di lavoro che devo fare ogni giorno, 7-8 è esattamente quello che mi serve."
Questa è la logica operativa: Lexroom copre l'80% delle richieste in autonomia, e il restante 20% (i casi ad alta complessità) viene scalato a studi esterni. È un workflow ibrido umano-AI-specialista che le permette di gestire un volume altrimenti ingestibile.
"Se tutto il lavoro che facevo in studio nei due anni e mezzo lo avessi avuto con un'AI come Lexroom, avrei risparmiato il 50% del tempo, forse anche di più."
I risultati concreti per Jet HR:
"Lo vedo a metà tra un'AI e un assistant. Da un lato è una risorsa nel team: ti accelera, ti toglie il lavoro meccanico e operativo. Dall'altro fa cose meglio di come le farebbe un umano: tenere insieme la struttura di un contratto, mantenere coerenza su più punti contemporaneamente, riscrivere con un linguaggio contrattualistico solido. È un AI, ma è anche un collega."
Jet HR continua a crescere, e con la crescita aumenta il volume legale: più clienti, più contratti, più partnership, più questioni privacy. Lexroom è tra i fattori abilitanti che permettono alla struttura attuale di reggere il carico.
"Se mi togliessero Lexroom oggi senza darmi un'alternativa equivalente, sarei in difficoltà a continuare a fare il lavoro che faccio. Lexroom è quello che mi permette di tenere insieme tutto."